|
|
|
Stampa/Recensioni
su Canti e Incanti 1996
>>> Franco
Carradori su IL TIRRENO - Dicembre 1994 -
Muratori pubblica la sua opera d'esordio con il piglio del grande
musicista. L album costituisce una vera e propria rivelazione coniugando
con magistrale intensità le radici popolari a liriche di straordinaria
tensione civile. Nelle canzoni - soprattutto le prime quattro - si
respira un'aria mediterranea che ha poche eguali nello scenario italiano
(a tratti viene in mente il De Andre di "Creuza de ma").
Gli arrangiamenti, le voci, le strutture armoniche contribuiscono
a farci cogliere i colori, perfino i sapori di terre desolate, ma
quanto mai vitali.
torna
sopra
>>> Roberto
Bolelli su VIVERE - Gennaio 1995 -
I primi cinque brani si snodano in un crescendo di tensione ipnotica,
nel quale i suoni realizzano una sorta di ricognizione attraverso
la "modalità" che ha contrassegnato la musica dal Classicismo
ellenico sino al tardo Medioevo: Muratori sembra voler chiarire
senza mezzi termini il proprio manifesto musicale e in questi brani
troviamo subito tutte le influenze dell'area mediterranea, con una
forte prevalenza della componente africano-maghrebina.
Del valore
del disco si sono già accorti in molti, a cominciare dagli organizzatori
livornesi del "Premio Ciampi", di fresca istituzione,
i quali hanno attribuito a "Canti e Incanti" il premio
quale miglior debutto discografico del 1994.
Carlo Muratori s'inserisce a buon diritto
fra i migliori rappresentanti di quel folk siciliano che si fa adulto
A patto però che questa musica sappia raccogliere, come nel caso di
"Canti e Incanti", la grande lezione che ci viene dalla
tradizione orale:quella della semplicità, che in questo caso non fa
per niente rima con "facilità" o paggio ancora, "banalità".
>>> Michele
L. Straniero su IL GIORNALE DELLA MUSICA - Gennaio 1995 -
Da Belvedere, nella provincia di Siracusa, arriva - trasportata su
un nuovissimo cd della CGD per la serie "Urlo" - la calda
e carezzevole voce di Carlo Muratori, già fondatore del gruppo folk
"I Cilllri"( i primi abitatori di Siracusa), quindi operaio
petrolchimico, e infine autore dell'autoprodotto "Afrodite"
(1987) e oggi di questi "Canti e incanti" veramente degni
di essere ascoltati tra le due sponde del nostro Mediterraneo che
si danno la mano.
|