Da World Music Magazine
marzo- aprile 2005
Su Sicily bisogna dire subito chiaramente
due cose: si tratta di un bel disco e di
un'esperienza sinceramente controcorrente.
Parlando di Carlo Muratori e del suo finissimo
percorso fra canzoned'autore e sguardo alle
radici difficilmente si può
pensare ad un disco brutto, ma Sicily rappresenta
un vertice nell'accuratezza degli arrangiamenti,
negli equilibri sonori sorvegliatissimi
eppure eleganti che danno un respiro nuovo
ad un materiale apparentemente piuttosto
noto: Si maritau Rosa, Vitti 'na crozza,
Mi votu e mi rivotu, Ciuri ciuri, E vui
durmiti ancora e altri variamente conosciuti.
È il mondo della canzone minore siciliana,
quel popolaresco che tante volte ci ha fatto
sorridere fra retorica e ingenuità.
Pochi mesi dopo la ri-emersione del materiale
realizzato da Muratori con i Cilliri
venticinque anni fa (la ristampa dei vinili
pubblicata da World Music Magazine nel marzo
2004), l'etichetta Egea ha voluto aggiungere
la nuova opera di Muratori al proprio prezioso
catalogo. Sicily è un composito affresco
dell'immaginario musicale siciliano con
una capacità narrativa, in questo
senso, che non ha nulla da invidiare a un
quadro di Guttuso, una poesia di Quasimodo
o un film di Coppola. È un modo rinnovato
di amare la Sicilia e le sue contraddizioni
agrodolci. In fin dei conti è terra
d'agrumeti sin dalla notte dei tempi. In
chiusura chi scrive trova inevitabile lanciare
un interrogativo: per quanto tempo ancora
il Premio Tenco squalificherà se
stesso ignorando questo
grande musicista?
Ettore Castagna
|