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"Vivere" del 9
febbraio 2005
Questo disco, fino a
qualche anno fa, non lo avrebbe mai fatto.
Chi avrebbe detto che Muratori - il cantore
di una Sicilia che non piega la testa ("
Turi non parrò" ne è il
manifesto ndr), tra i protagonisti con i Cilliri
del folk revival siciliano, attivo collaboratore
del ricercatore di culture popolari Antonino
Uccello -, chi avrebbe detto che avrebbe realizzato
Sicily, disco che vede in scaletta canzuneddi
come Sicilia, Ciuri Ciuri, Vitti 'na crozza,
Si maritau Rosa, Lu sciccareddu, brani che
hanno fatto la fortuna dei gruppi folkloristici?
"La misura del disco è la presenza
di Vitti 'na crozza - spiega il musicista
siracusano -, canzone che io ho cantato tantissime
volte con i Cilliri in versione inedita, senza
quel "tralallalleru lalleru lallà",
coretto tipico dei canterini folkloristici.
Su Sicily il brano viene cantato, ''tralallaleru"
compreso, senza far perdere alla canzone la
sua dignità. E' per me una dimensione
assolutamente nuova". Qui non si tratta
di capire se Muratori abbia rinnegato se stesso
pubblicando un disco di classici della canzone
popolare siciliana perché le 21 tracce
di Sicily sono a pieno titolo un suo disco.
L'obiettivo, dopo tutto, è dischiarato
nelle note introduttive al disco: Muratori
si sforza "di ridare dignità a
questi repertori che in Sicilia oltraggiosamente
qualcuno si ostina a chiamare ancora fasuleddi".
Tra i canzuneddi presenti su Sicily, a onor
di cronaca, ci sono, però, brani di
grande forza come Li pirati a Palermu di Ignazio
Buttitta, Rosa canta e cunta della Ballistreri,
E vui durmiti ancora di Fomisano, la tradizionale
Mi votu e mi rivotu. Con Sicily, è
indubbio, si mette la parola fine su un'antica
rivalità tra i protagonisti del folk
d'autore e i gruppi folkloristici, una volta
molto diffusi. "Negli anni 70 erano la
nostra croce - ricorda Muratori - con il loro
linguaggio semplicistico. Oggi questi gruppi
sono quasi scomparsi. E cantare oggi quelle
canzoni vuol dire, comunque, rendere omaggio
alla memoria di una Sicilia che non c'è
più. Oggi lo posso fare, dopo i decenni
di ricerca che ho fatto. E poi l'approccio
solo intellettuale alla cultura popolare ha
fatto il suo tempo".
Sicily rappresenta per Muratori un piacevole
intermezzo nella sua attività di cantautore:
il prossimo disco d'autore, che partirà
come spunto dalla memoria delle miniere del
centro Isola, è già a metà
del cammino. Sicily, invece, è nato
al chiuso dello studio di Muratori che si
è divertito a rileggere le corde delle
sue chitarre in chiave nuova rispetto al repertorio
da proporre. Non mancano le contaminazioni
sonore, che rappresentano una costante sin
da quando ha abbracciato la carriera solista:
per alcuni brani si possono apprezzare arrangiamenti
"americani", in altri innesti celtici.
"Non è un disto filologicamente
corretto ma le melodie ci sono tutte, sono
riconoscibili e cantabilissime. Queste canzoni
potevano restare uno dei tanti miei esperimenti
mai pubblicati. E' stato lo "scienziato"
delle culture popolari Sergio Bonanzinga,
ricercatore dell'Università di Palermo,
a convincermi che potevo farne un disco. Quando
Luca Stante, manager dell'etichetta Eko Music,
ha sposato il progetto, non ho avuto più
dubbi".
Il titolo in inglese fa capire che tanto l'autore
quanto l'etichetta discografica siracusana
hanno in mente di raggiungere i mercati esteri.
Molto curata è l'immagine del disco
con un elegante packaging curato da Gianni
Latino. Un bel centrino di pizzo bianco campeggia
su un fondo vermiglio, colore del velluto.
A proposito di pizzo: c'è per caso
un riferimento ad un altro tipo di "pizzo",
quello che la Sicilia istituzionale vorrebbe
fuori dai palinsesti televisivi Rai? "C'è
una evidente autoironia - ammette Muratori
-. Il "pizzo" mafioso, dopo tutto,
è un fenomeno siciliano che non possiamo
certo ignorare, anzi dobbiamo conoscerlo bene
per combatterlo. Con Sicily lanciamo solo
un granello di sabbia e ce ne vorrebbero tanti
per far cambiare veramente le cose".
L'ironia non manca anche nel brano Lu sciccareddu,
dove i refrain sono interrotti dai discorsi
ampollosi del Duce fascista Benito Mussolini
e del Fuhrer nazista Adolf Hitler. "Attenzione,
questa non è una canzone politica.
Lu sciccareddu è la canzone della nostalgia
siciliana per un mondo che non c'è
più. Non ho voluto paragonare i due
dittatori alla figura dell'asino. Ho voluto
solo allargare il pensiero, in maniera molto
ironica, anche ai nostalgici di regimi che
appartengono alla storia". Un tour è
pronto per la promozione di Sicily. Si comincia
ovviamente dalla terra madre: il 21 febbraio,
alle 18.30, Muratori sarà alla Libreria
Obelix di Messina; il 23 febbraio, alle 21,
sarà all'Ex Convento del Ritiro di
Siracusa; il 5 marzo, alle 18.30, tappa alla
Libreria Tertulia di Catania; sempre nei primi
di marzo si terranno concerti all'Università
di Enna e al Liceo scientifico di Caltanissetta;
il 17 marzo, alle 18, sarà al Museo
delle Marionette di Palermo. Poi seguiranno
alcune date nazionali, quindi una piccola
tournée estera che potrebbe toccare
la Germania, la Svizzera, gli Stati Uniti
e il Canada.
Gianni Nicola Caracoglia |
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