sicily | carlo muratori
TI TROVI IN HOME » NOME PAGINA
home HOME
sicily SICILY
testi TESTI
canzoni CANZONI
appuntamenti APPUNTAMENTI
discografia DISCOGRAFIA
biografia BIOGRAFIA
rassegna stampa RASSEGNA STAMPA
photo gallery PHOTO GALLERY
scrivi a carlo DICI LA TUA
contatti CONTATTI
Download CREDITS
"Vivere" del 9 febbraio 2005
Questo disco, fino a qualche anno fa, non lo avrebbe mai fatto. Chi avrebbe detto che Muratori - il cantore di una Sicilia che non piega la testa (" Turi non parrò" ne è il manifesto ndr), tra i protagonisti con i Cilliri del folk revival siciliano, attivo collaboratore del ricercatore di culture popolari Antonino Uccello -, chi avrebbe detto che avrebbe realizzato Sicily, disco che vede in scaletta canzuneddi come Sicilia, Ciuri Ciuri, Vitti 'na crozza, Si maritau Rosa, Lu sciccareddu, brani che hanno fatto la fortuna dei gruppi folkloristici? "La misura del disco è la presenza di Vitti 'na crozza - spiega il musicista siracusano -, canzone che io ho cantato tantissime volte con i Cilliri in versione inedita, senza quel "tralallalleru lalleru lallà", coretto tipico dei canterini folkloristici. Su Sicily il brano viene cantato, ''tralallaleru" compreso, senza far perdere alla canzone la sua dignità. E' per me una dimensione assolutamente nuova". Qui non si tratta di capire se Muratori abbia rinnegato se stesso pubblicando un disco di classici della canzone popolare siciliana perché le 21 tracce di Sicily sono a pieno titolo un suo disco. L'obiettivo, dopo tutto, è dischiarato nelle note introduttive al disco: Muratori si sforza "di ridare dignità a questi repertori che in Sicilia oltraggiosamente qualcuno si ostina a chiamare ancora fasuleddi". Tra i canzuneddi presenti su Sicily, a onor di cronaca, ci sono, però, brani di grande forza come Li pirati a Palermu di Ignazio Buttitta, Rosa canta e cunta della Ballistreri, E vui durmiti ancora di Fomisano, la tradizionale Mi votu e mi rivotu. Con Sicily, è indubbio, si mette la parola fine su un'antica rivalità tra i protagonisti del folk d'autore e i gruppi folkloristici, una volta molto diffusi. "Negli anni 70 erano la nostra croce - ricorda Muratori - con il loro linguaggio semplicistico. Oggi questi gruppi sono quasi scomparsi. E cantare oggi quelle canzoni vuol dire, comunque, rendere omaggio alla memoria di una Sicilia che non c'è più. Oggi lo posso fare, dopo i decenni di ricerca che ho fatto. E poi l'approccio solo intellettuale alla cultura popolare ha fatto il suo tempo".
Sicily rappresenta per Muratori un piacevole intermezzo nella sua attività di cantautore: il prossimo disco d'autore, che partirà come spunto dalla memoria delle miniere del centro Isola, è già a metà del cammino. Sicily, invece, è nato al chiuso dello studio di Muratori che si è divertito a rileggere le corde delle sue chitarre in chiave nuova rispetto al repertorio da proporre. Non mancano le contaminazioni sonore, che rappresentano una costante sin da quando ha abbracciato la carriera solista: per alcuni brani si possono apprezzare arrangiamenti "americani", in altri innesti celtici.
"Non è un disto filologicamente corretto ma le melodie ci sono tutte, sono riconoscibili e cantabilissime. Queste canzoni potevano restare uno dei tanti miei esperimenti mai pubblicati. E' stato lo "scienziato" delle culture popolari Sergio Bonanzinga, ricercatore dell'Università di Palermo, a convincermi che potevo farne un disco. Quando Luca Stante, manager dell'etichetta Eko Music, ha sposato il progetto, non ho avuto più dubbi".
Il titolo in inglese fa capire che tanto l'autore quanto l'etichetta discografica siracusana hanno in mente di raggiungere i mercati esteri. Molto curata è l'immagine del disco con un elegante packaging curato da Gianni Latino. Un bel centrino di pizzo bianco campeggia su un fondo vermiglio, colore del velluto.
A proposito di pizzo: c'è per caso un riferimento ad un altro tipo di "pizzo", quello che la Sicilia istituzionale vorrebbe fuori dai palinsesti televisivi Rai? "C'è una evidente autoironia - ammette Muratori -. Il "pizzo" mafioso, dopo tutto, è un fenomeno siciliano che non possiamo certo ignorare, anzi dobbiamo conoscerlo bene per combatterlo. Con Sicily lanciamo solo un granello di sabbia e ce ne vorrebbero tanti per far cambiare veramente le cose". L'ironia non manca anche nel brano Lu sciccareddu, dove i refrain sono interrotti dai discorsi ampollosi del Duce fascista Benito Mussolini e del Fuhrer nazista Adolf Hitler. "Attenzione, questa non è una canzone politica. Lu sciccareddu è la canzone della nostalgia siciliana per un mondo che non c'è più. Non ho voluto paragonare i due dittatori alla figura dell'asino. Ho voluto solo allargare il pensiero, in maniera molto ironica, anche ai nostalgici di regimi che appartengono alla storia". Un tour è pronto per la promozione di Sicily. Si comincia ovviamente dalla terra madre: il 21 febbraio, alle 18.30, Muratori sarà alla Libreria Obelix di Messina; il 23 febbraio, alle 21, sarà all'Ex Convento del Ritiro di Siracusa; il 5 marzo, alle 18.30, tappa alla Libreria Tertulia di Catania; sempre nei primi di marzo si terranno concerti all'Università di Enna e al Liceo scientifico di Caltanissetta; il 17 marzo, alle 18, sarà al Museo delle Marionette di Palermo. Poi seguiranno alcune date nazionali, quindi una piccola tournée estera che potrebbe toccare la Germania, la Svizzera, gli Stati Uniti e il Canada.

Gianni Nicola Caracoglia
 Copyright © 2005, Carlo Muratori. All rights reserved. | Privacy | Note legali |