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Giovedì, 29 luglio 2010


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La lista della spesa maggio 2008

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La lista della spesa febbraio 2008

La lista della spesa gennaio 2008

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La lista della spesa dicembre 2006

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Alle radici
del suono ibleo.


Morte e Resurrezione
d''u lamientu di Canicattini Bagni (sr)


Tradizioni e tramutamenti

Musica e buatte

Siciliani doc

Fratelli e Sorelle

Il Canto degli occhi

Traccole e campane

Scusate se parlo d'alberi

Storie d'amore

Stasera si replica

La musica in piazza

Sammastianu di Belvedere





La lista della spesa
Ottobre 2007

Ma come si muove il tempo, in quale direzione? geometria circolare o lineare? percorso  ciclico o aperiodico?
Partiamo dall’inizio.
Vi ha stancato l’estate?  vi ha sfinito, vi ha divertito, vi ha rilassato? vi ha ridotti a uno stato di trance molto simile alla stupidità, con un occhio spento e l’altro umido?  avete viaggiato come turisti organizzati o novelli Gulliver?  siete rimasti saldamente legati alla vostra città, alla vostra casa, al vostro condominio come un vegetale? il flirt estivo che vi siete guadagnati fra l’invidia generale, è finito male e in tutta fretta, e adesso sfiorisce e muore come le foglie d’autunno? Coraggio, comunque sia andata, è finita, fra meno di settanta giorni sarà di nuovo natale.
La dimensione ciclica del nostro esistere, che ad un esame superficiale potrebbe sembrare noiosa, ripetitiva, scontata, in realtà presenta degli aspetti positivi e molto divertenti. Tutto torna; tutto gira e rigira. Per ogni situazione, almeno sul piano strettamente teorico,ci sarà data un’altra possibilità,  un nuovo appello, un nuovo modo di porsi e di relazionarsi. Domani è un altro giorno.
Questo sentimento, comunemente chiamato speranza nel domani, a suo modo ci preserva dal più nero pessimismo di una visione del tempo lineare, incombente, assoluto, aperiodico. Siamo partiti dal luogo alfa, alla nostra nascita, e puntiamo spediti verso l’omega. Il viaggio è diritto, non si torna mai indietro: tutto ciò che facciamo per aumentare il nostro bagaglio di conoscenza, di coscienza, di sentimento  è per sempre; ciò che non abbiamo fatto, ciò che abbiamo gettato via al finestrino, lo abbiamo perso per sempre. Non c’è possibilità di recupero; niente tempi supplementari. Tutto viene scritto su un registro di marcia e si somma sul quadernetto ricevuto all’inizio e che consegneremo alla fine del viaggio, lungo o breve che sia.
E questa eventualità, diciamolo pure, ci turba notevolmente.  
La ciclicità invece ci consola, ci trastulla; prevede il pio proponimento, il ravvedimento: la prossima volta però….La prossima estate non voglio assolutamente ripetere gli stessi errori, le stesse esperienze. E questo ci fa star già molto meglio.
Come molti di voi, io alterno e aggiorno spesso il mio quadro di riferimento sulla geometria del tempo.  Oggi lineare, domani ciclico; e viceversa; in base a come mangio, a chi incontro, alla musica che ascolto.
Ultimamente mi accorgo però che, con l’avanzare degli anni, la visione circolare,ciclica mi si presenta molto più raramente; spesso ricado rovinosamente e tristemente sul tempo lineare. Cosa volete?! Non ci rimane oramai tantissimo da vivere, e sperare in una prossima stagione potrebbe rivelarsi incauto. Diceva il caro Battiato delle migliori annate “La stagione dell’amore viene e va, i desideri non invecchiano, quasi mai, con l’età….” Ma ne siamo proprio sicuri?! E se non dovesse più tornare; e se non avessi più il tempo per poterla riconoscere quella stagione, o vivere?? Questa sì che è paura! Angoscia atroce, è!!
Ma proprio da questo baratro del tempo irredimibile, che finisce e non ri-torna, hic et nunc, talvolta si libera una nuova energia in gioventù poco nota: la determinazione e la diversa valutazione della vita. Ogni giorno che passa potrebbe essere l’ultimo, ogni volto che incontrerò, ogni gioia, ogni bacio che darò e che riceverò potrebbero essere gli ultimi; e proprio in virtù di questa loro esclusività acquisiscono un valore enorme, irrinunciabile per ognuno di noi. I piccoli gesti, di piccole giornate, dentro piccole vite, che non leggeremo mai sui libri di storia e su nessuna rivista perché assolutamente insignificanti, dilatano la loro importanza; come quell’attimo nel quale le nostre piccole storie accadono, che si dilata così tanto da sembrare un’eternità.

Carlo Muratori

 

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