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Giovedì, 29 luglio 2010


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La lista della spesa maggio 2008

La lista della spesa aprile 2008

La lista della spesa marzo 2008

La lista della spesa febbraio 2008

La lista della spesa gennaio 2008

La lista della spesa dicembre 2007

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La lista della spesa giugno 2007


La lista della spesa maggio 2007

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La lista della spesa febbraio 2007

La lista della spesa gennaio 2007

La lista della spesa dicembre 2006

La lista della spesa novembre 2006

Alle radici
del suono ibleo.


Morte e Resurrezione
d''u lamientu di Canicattini Bagni (sr)


Tradizioni e tramutamenti

Musica e buatte

Siciliani doc

Fratelli e Sorelle

Il Canto degli occhi

Traccole e campane

Scusate se parlo d'alberi

Storie d'amore

Stasera si replica

La musica in piazza

Sammastianu di Belvedere




La lista della spesa
Aprile 2008

 

Diario per un nuovo disco -

2^ parte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esce in questi giorni per ODD TIMES RECORDS/EGEA
il nuovo cd di Carlo Muratori
“La Padrona del Giardino”

 

La seconda parte del racconto dell’autore su come e quando sono nate le canzoni,
i retroscena, gli arrangiamenti, i momenti della registrazione, il mixing e l’art work.

Autunno 2005
la musica può aspettare, l’erba no


Il tempo scorre tra innesti e potature d’alberi d’aranci, diserbo e sarchiatura dell’orto; scrivere canzoni per me è diventato un lusso; non ricordo neanche come si fa. Di sicuro richiede molta applicazione e disciplina, fantasia e vigore. Sono passati quasi quattro anni da quando ho iniziato il progetto per il nuovo disco e ancora ho all’attivo solo cinque brani. Roba da coprirsi di vergogna! Ero un musicista e mi avvio a diventare un contadinautore o un cantagricoltore. La sera, come i bambini di una volta, dopo il carosello, divento un tutt’uno col divano e perdo conoscenza. Proverò a organizzarmi meglio la giornata: la mattina la dedico alla campagna e ai suoi immancabili doveri (e piaceri); il pomeriggio allo studio, la lettura e la musica; il tramonto e la sera, che mi sembrano anche più congeniali, proverò a mettere in fila un paio di sensazioni e di parole decenti. L’autunno del 2005 si presenta ricco di idee e suggestioni. Tempo addietro, avevo composto una suoneria per un cellulare di una mia carissima amica; avevo tirato fuori quattro note ritmo-melodiche che rappresentavano bene il mio pensiero musicale del momento e gliela avevo dedicata. Quella frasetta musicale in quell’autunno mi girava spesso nella mente e, transitando dalle corde della chitarra, era giunta fino a impossessarsi del suono della fisarmonica, strumento che io amo particolarmente e che in ogni mio disco non deve mai mancare. Incollo quel motivetto sul computer con il suono della fisa e lo faccio girare in continuazione, tanto quanto basta per impazzire, dare di cervello o per trovare un’idea giusta per continuare la frase e terminare così il supplizio. Sull’onda di questa tortura sonora, che quelli del mestiere chiamano loop, arrivano finalmente parole che parlano di ritmo e passione, di movimento e vita, di energia e pensiero positivo, di pelli di Tamburo e tango: Tu prova a stare in verticale, proprio al centro di un tamburo, ben saldo senza scivolare, il tempo massimo, senza cadere…
Il periodo è particolarmente fluido e bisogna sfruttarlo a dovere. Ora penso a qualcosa di corale, che possa farmi stare fra le persone; un canto che possa demolire le mura di questo studio portando dentro le voci della gente; io intono una frase e loro, semplicemente, ma con larghi sorrisi e grande condivisione, pronti a Cantari, Cantari…insieme a me, di mare e di pane, di rose, di spine, di donne nell’aia, di gonne nel vento, di raggi luna e del riso e del pianto…
            Antonino Uccello è stato sempre un faro per me; la sua Casa Museo è stata per qualche tempo anche la mia casa; e la mia musica talvolta vi ha dimorato per qualche ora. Oltre ad essere un indiscusso scienziato delle tradizioni popolari, nel senso della ricerca e della conservazione, Antonino aveva un grande cuore di poeta. Notte dell’Ascensione è una sua dolce poesia. Mi sono ispirato ad essa per la mia canzone che parla del fuoco e della purezza, della poesia e della forza e ccu campa di scuru, nun lu viri chi fa, vota tunnu e firria e nun sapi unni va…

Gennaio 2006
prima l’uovo o la gallina?


Ho deciso di sperimentare i nuovi brani nei concerti, prima di registrarli e immortalarli sul policarbonato. E’ sicuramente anti-economico e contrario a tutte le leggi di marketing; non puoi far sentire dei pezzi e, se piacciono e la gente cerca il cd, rispondere “no! Purtroppo questo disco non è stato ancora inciso”. Oramai anche le baby band hanno dietro i loro bravi demo cd. Ma sento che questo escamotage potrebbe far bene alla musica e poi…quella sconfinata marea di fans che aspetta il mio nuovo disco (quella decina di persone in tutto) potrà pure aspettare un mese in più; mica si muore.


Estate 2006
incoscienti, squattrinati ma felici


I brani funzionano anche dal vivo, io e la mia band ci divertiamo un mondo a suonarli e stranamente anche la gente, quando cerca il disco e non lo trova, è felice perché alla fine ha pure risparmiato qualcosa.

Autunno 2006
cinematografari e campagnoli


“Carlo, al telefono…sì, cercano te…un certo Stefano Incerti da Roma”. Si stava per completare il montaggio de L’uomo di vetro, il film che parla del primo pentito di mafia Leonardo Vitale; Stefano è il regista e ha sentito alcuni miei lavori; è entusiasta di Kujeta la menti, vorrebbe utilizzarla per tutto il film; ma Rai Cinema ha già sotto contratto per le musiche il mitico Andrea Guerra, compositore di grido degli ultimi e dei prossimi duemila film italiani. Mi convocano a Roma per parlare. Cercheranno di guadagnare uno spazio per piazzare Kujeta, ma dev’essere modificata e, soprattutto, mi chiedono un brano d’apertura, forte, tagliente che descriva bene il film. In due giorni scrivo ‘Mpare e modifico Kujeta a fini cinematografici. La troupe del montaggio è entusiasta. Saprò solo qualche mese dopo che per Kujeta la menti, destinata alla scena dell’attentato dinamitardo al manicomio, non c’è stato proprio verso di convincere la produzione. Da gran presuntuoso penso “Pazienza, ci perdono più loro che io -:))”; ma di certo il film partirà con il mio brano ‘Mpare, ‘scuta dintra di tia, nun sentiri li cosi ca ‘stu munnu ‘n funnu abbja, ‘mpare, sugnu sempri ccu tia, dintra ‘sta sorti orba, ca ppi sempri ni talja. Mi accontento, è già qualcosa, finire in un film romano, per uno che zappa la terra a Siracusa è già un successo.

 

Carlo Muratori


 

 

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