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A
mio padre... [ continuo]
(…) In Noto non si crede
a tutte queste fandonie; si crede, invece, sul serio alle Ronni
di casa
(Donne-di-casa). Son queste degli spiriti che abitano invisibili
sotto ogni tetto che faccia fumo. Ogni casa abitata ha le sue. Guai
a chi abbia la sventura di cadere nella loro disgrazia! Gli è giuoco
forza sgombrare; ché quelle, vendicative come sono, mettono sossopra
la casa, rovinandone le sostanze con malattie lunghe, cattivi ricolti
e infedeltà di marito. Le Donne-di-casa sfogano specialmente la
loro rabbia sui bambini : li spaventano nel sonno. Li fan piangere;e
spesso, quando
fa
d'uopo nominarle, lo si fa, balbettando sotto voce, o con perifrasi
.
A
certi bambini che han la fortuna d'incontrare nel loro genio, fan
visita nel sonno, li divertono e li fan ridere. Quando poi vogliono
lasciare un segno della loro benevolenza, scherzano coi biondi capelli
del bambinello e ne fanno una treccia inestricabile (plica
polonica). Quella treccia non bisogna tagliarla.
Le Donne-di-casa se l'avrebbero per male, e potrebbero mostrare
il loro risentimento, colpendo l'innocente bambino : gli farebbero
venire lo strabismo, e gli farebbero torcere il collo e la schiena.
(
C. Avolio – Canti popolari di Noto 1875)
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